

Sant’Antonio Abate
Descrizione artistica:
Il complesso decorativo comprende:
-
Affresco di Sant’Antonio Abate dipinto direttamente sul muro.
-
Affresco di Sant’Antonio da Padova con il Bambino, nella lunetta sopra.
-
Affreschi laterali:
-
A destra dell’altare (in cornu epistolae), un’immagine della Madonna Santissima della Quercia.
-
Nella volta, un’affresco di Madonna con Bambino in braccio.
-
Nella parete di destra si conserva anche una Madonna detta “Madonna del Coppo”, probabilmente quattrocentesca, poi identificata da Mons. Tizzani come Madonna degli Ulivi.
La cappella reca un’iscrizione da cui si deduce che l’opera fu completata nel 1567
Restauri e manutenzione:
La cappella venne restaurata nel 1757 con denaro raccolto tramite elemosine. Nel corso del tempo ha subito diversi interventi a causa dell’umidità e dei frequenti danni causati dall’acqua piovana e dalla caduta di massi dal vicino pendio montano.
Nelle visite pastorali successive:
-
Nel 1711, il vescovo constata che l’altare è mantenuto dalla famiglia Carlo Giulio Fadulfi, la quale ha l’obbligo di celebrare una messa annuale in sua memoria.
-
Nel 1717, il vescovo ordina che il Fadulfi provveda al rifacimento delle tovaglie e di quanto necessario per il decoro della cappella.
-
Nel 1727 e 1735 la cappella risulta sempre sotto la responsabilità della famiglia Fadulfi, che deve mantenerla in condizioni dignitose
Funzione e devozione:
Oltre a essere dedicata al culto di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e degli agricoltori, la cappella fu anche punto di devozione popolare, legata alle preghiere contro le malattie del bestiame e alle invocazioni di protezione per le campagne, tipico della tradizione rurale umbra.